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Agevolazioni fiscali: il rientro dei lavoratori dall’estero

di Vittorio de Chaurand (Technical Director ECA Italia)

 

Al fine di incoraggiare il rientro in Italia dei lavoratori che si sono recati all’estero (per motivi di lavoro o di studio) la legge 30 dicembre 2010, n. 238 ha introdotto importanti agevolazioni fiscali: una riduzione della base imponibile ai fini Irpef dell’80% per le donne e del 70% per gli uomini, a partire dal 2011 fino al 2013 (l’aiuto non potrà superare i 200.000 euro su un periodo di tre anni).

 

Per usufruire dell’agevolazione, è necessario essere cittadini dell’Unione europea (il richiedente non deve necessariamente essere italiano), essere nati dopo il 1° gennaio 1969, aver risieduto (alla data del 20 gennaio 2009) continuativamente per almeno due anni in Italia, essere in possesso (alla data del 20 gennaio 2009) di una laurea e aver esercitato negli ultimi due anni in maniera continuativa un’attività lavorativa fuori dalla madrepatria e dall’Italia (oppure aver studiato ininterrottamente per almeno due anni fuori dalla madrepatria e dall’Italia per conseguire una laurea o un titolo post-lauream), e essere stati assunti (o aver intrapreso un’attività lavorativa autonoma) in Italia.

Tra i requisiti, inoltre, figura quello di ritrasferire la residenza o il domicilio in Italia entro tre mesi dall’assunzione o dall’inizio dell’attività lavorativa autonoma (in Italia) e l’obbligo di non ritrasferirla all’estero prima di cinque anni (pena: la restituzione al fisco della quota di tasse non pagate a seguito della fruizione del bonus).

 

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato che non potranno usufruire del bonus fiscale i dipendenti assunti a tempo indeterminato da imprese italiane che svolgono all’estero, in forza di tale rapporto, il proprio lavoro. Rimangono quindi esclusi dal beneficio coloro i quali, pur avendo svolto continuativamente un’attività di lavoro dipendente fuori dall’Italia negli ultimi ventiquattro mesi, abbiano prestato tale attività in forza di un contratto di lavoro con una ditta italiana; si tratta, tipicamente, di quei lavoratori (italiani o comunitari), che, assunti in Italia, sono stati successivamente inviati all’estero in forza di un contratto di distacco o assegnazione (coloro i quali, cioè, durante la fase estera della propria attività, hanno mantenuto operativo il rapporto di lavoro con l’azienda italiana).

 

Chi può beneficiare del bonus e ultime novità

 

Leggi gli altri articoli dell’ IMJ Novembre - Dicembre 2011 n° 33:

  • Editoriale    Il talento è multiculturale (di Andrea Benigni)
  • Immigration    L’esperienza di eni tra globalizzazione ed economia (di Maria Paola Viale) 
  • Worldwide     I progressi nella gestione della mobilità internazionale (di Ian Ridgwell)
 

Leggi anche “Manovra 2011: la stretta sui bonus e le stock option” (IMJ n°32)

 

 

 

 

 

 

 

 

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