2012: rilancio o ... di Andrea Benigni (Managing Director ECA Italia) Il 2012 sarà un anno decisivo: nell’ultimo triennio le Direzioni Risorse Umane si sono identificate nella funzione maggiormente stressata, spesso al centro di conflitti, polemiche, contrapposizioni. L’espatriato è rimasto “sostanzialmente stabile”, in termini di numeri, di trend dei trattamenti economici e (talvolta) di indispensabilità, magari proprio per gestire una crisi.
Leggi l'Editoriale n° 33 Il talento è multiculturale
Leggi gli altri articoli dell'IMJ n° 34 (Gennaio - Febbraio 2012):
L’esperienza di questa fase ci ha insegnato come uno dei fattori critici di successo, o di rilancio, rimanga l’orientamento alla multiculturalità: “se so leggere la diversità e la cultura del Paese dove sono stato inviato, sarò in grado di posizionare meglio le scelte manageriali che dovrò prendere per la mia azienda”.
In questo senso, possiamo testimoniare come nel 2011 le aziende abbiano fatto la loro parte. Certamente anche gli espatriati, talvolta chiamati a gestire situazioni di elevata complessità, spesso drammatiche, tanto più se l’area di assegnazione era costituita da Paesi ‘maturi’, dove il risultato da conseguire poteva purtroppo essere la chiusura di uno stabilimento.
Un dato reale: recentemente il nostro ufficio Compensation ha completato un’attività di rendicontazione per conto di un cliente. È emerso che 22 manager stranieri distaccati in Italia hanno complessivamente corrisposto un contributo di solidarietà pari a 230.000 euro circa. Gli espatriati e l’approccio interculturale avranno fatto la loro parte?
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