“La mappa della crescita”
di Corinna Agostoni (Communication & Media Advisor ECA Italia) Autore: Jim O’Neill
Editore: Penguin UK
Pp: 264 Data di pubblicazione: 2011
I tempi sono cambiati e la realtà ha superato le aspettative. Brasile, Russia, India, e Cina non sono più economie emergenti ma economie in crescita. Parola di O’Neill, il banchiere della Goldman Sachs che nel 2001 coniò il termine ‘BRIC’. È recentemente uscito il suo nuovo libro, dove l’economista indica chiaramente la necessità che questi Paesi ricevano il posto che meritano al tavolo del potere mondiale.
Secondo il banchiere, andrebbero espulsi i Paesi economicamente meno rilevanti e gli Stati del G8 che hanno la stessa moneta, come Germania, Francia e Italia, dovrebbero avere un singolo rappresentante. «Molti – prosegue O’Neill - sono convinti che la crisi del 2008 abbia rotto il modello di sviluppo occidentale e che i BRIC si svilupperanno a nostre spese. Non ci credo. Entro un paio d'anni tanta depressione sparirà e se Brasile, Russia, India, Cina avranno mantenuto le promesse sarà un bene per tutti». E chissà se, tra dieci anni, le sue previsioni si dimostreranno ancora una volta veritiere.
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Strutture come il G7, il G8 e il FMI non sono più rappresentative dell'ordine economico della Terra perché non hanno al loro interno i Paesi più influenti. «I giorni di un club di democrazie occidentali che dominano il mondo sono finiti – scrive – […] il Prodotto Interno Lordo cinese sarà pari o superiore a quello degli Stati Uniti non oltre il 2027, probabilmente prima. Dal 2001, il PIL cinese si è moltiplicato per quattro volte, passando da 1,5 migliaia di miliardi di dollari a 6mila. In altre parole, in un decennio la Cina ha creato tre nuove Cine».
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