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Cina: contributi previdenziali per gli espatriati
Francesca Romana Rotella mette in luce una nuova legge sulla sicurezza sociale (Social Insurance Law) che, a partire dal primo luglio 2011, interesserà le risorse espatriate in Cina.
[…] La novità introdotta dalla legge maggiormente interessante per il nostro ambito di attività, è quella che ha istituito il diritto in capo ai cittadini stranieri occupati in Cina di poter beneficiare dell’assicurazione sociale locale alla stregua dei lavoratori di nazionalità cinese (art. 97 della SIL). Sino ad oggi, infatti, non era previsto che gli espatriati potessero contribuire al regime previdenziale cinese. Probabilmente con questa mossa il governo cinese si aspetta che a decorrere dal 1 luglio 2011 gli oltre 600.000 espatriati che svolgono attività di lavoro in Cina per periodi di tempo superiori a sei mesi, si iscrivano al regime di previdenza sociale locale, e comincino, di conseguenza, a versare mensilmente i contributi locali; unica eccezione, ovviamente, i lavoratori stranieri provenienti da quei Paesi con i quali la Cina ha già stipulato una convenzione in materia di sicurezza sociale. Ad oggi la Cina ha stipulato accordi bilaterali in materia di sicurezza sociale unicamente con la Corea del Sud e con la Germania. In particolare, l’accordo cino-tedesco prevede che i lavoratori provenienti dalla Germania possano godere dell’esenzione dall’obbligo contributivo in Cina per i primi 48 mesi di lavoro, attraverso l’applicazione dell’istituto del distacco previdenziale. Il governo cinese ha comunque reso pubblica la propria disponibilità a stipulare convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale con molti altri Paesi, al fine di consentire agli espatriati il mantenimento, in via esclusiva, delle coperture assicurative del Paese di origine.
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